Mister Alonso saluta tutti e torna in Spagna: “Trovare di meglio sarà impossibile”

Ha diretto l’ultimo allenamento della stagione al PalaBigi, mister Juan Luis Alonso Doral, per tutti Juanlu, prima di salutare tutti. Giocatori, società e staff del Kaos Reggio Emilia, perché dopo un solo anno sulla panchina granata il trainer madrileno tornerà in Spagna, lasciando libera una delle panchine più ambite della Serie A.

 

 

Mister Alonso, la stagione si è conclusa con la delusione dell’eliminazione dai play off scudetto. Il bilancio parla di una Coppa vinta (la Coppa della Divisione) e due eliminazioni al primo turno (play off scudetto e Final Eight di Coppa Italia). È soddisfatto della stagione?

Quella con Rieti nei play off scudetto è una sconfitta che ci lascia un po’ di tristezza ma abbiamo fatto una bella stagione. Abbiamo vinto la Coppa della Divisione e abbiamo chiuso al terzo posto la regular season, significa che la squadra è stata ad un buon livello tutto l’anno. Rimangono le delusioni in Coppa Italia e nella corsa allo scudetto.

Proviamo ad analizzare la doppia eliminazione al primo turno, cosa non ha funzionato?

Nelle Final Eight di Coppa Italia abbiamo giocato bene, ma potevamo fare meglio. Contro Rieti, nell’ultimo fine settimana, abbiamo trovato una squadra che non ci ha lasciato fare il nostro solito pressing e recuperare palla. Hanno fatto un’ottima difesa bloccando il nostro pivot e non ci hanno permesso di sviluppare i nostri schemi. Noi per vincere contro Rieti dovevamo essere al 100%. L’abbiamo dimostrato tutto l’anno: noi per vincere abbiamo bisogno di giocare al massimo e invece ai play off siamo arrivati un po’ scarichi e stanchi.

È mancata anche un po’ di esperienza?

Si, abbiamo pagato un po’ l’inesperienza, I nostri giocatori hanno vinto il primo titolo della carriera proprio con la Coppa della Divisione. Altre squadre come la Luparense o l’Acqua e Sapone riescono a vincere anche non giocando bene o al massimo, noi no. Per vincere dobbiamo andare al 100%.

Ha preso questo gruppo di giocatori che non avevano mai giocato assieme ad agosto, in una nuova città, con una nuova società. Ha accettato la sfida e possiamo dire che l’ha vinta?

Non era facile assemblare questo gruppo di giocatori, ma i ragazzi mi hanno reso facile il lavoro. Ho trovato un gruppo umanamente fantastico, con una grande voglia di lavorare ed impegnarsi. Sono sicuro che questo gruppo crescerà, perché il secondo anno di un progetto è quello dove si raccolgono i risultati maggiori. Il prossimo anno questa squadra farà meglio, già quest’anno si è visto il miglioramento tra il girone d’andata e quello di ritorno.

Come si è trovato a Reggio Emilia?

A Reggio Emilia mi sono trovato benissimo, posso solo ringraziare tutti. La società ha creduto in me e mi ha sostenuto, i ragazzi hanno dato il massimo dell’impegno così come tutto lo staff. Ho trovato una città bellissima e persone educate e gentili, lascio qui tanti amici. Trovare di meglio sarà impossibile.

Eppure lascerà questa panchina e questa città, quali sono le motivazioni?

È difficile lasciare questo club perché penso che il progetto del Kaos sia un progetto vincente. Con un po’ di pazienza si può costruire davvero qualcosa di importante qui a Reggio Emilia. È una decisione personale, sono stato due anni lontano dalla famiglia e in tutta la stagione ho riflettuto se restare ancora un anno lontano da casa. Ho 4 figli piccoli che hanno bisogno di me, in questo momento la priorità sono loro.

Ha già scelto la sua prossima destinazione?

Ho parlato con una società spagnola, firmerò in questa settimana, per l’annuncio aspetto che siano loro a farlo.

Quindi il suo addio non è legato alla ricerca di un progetto sportivo ancora più ambizioso? 

Vado in una società con un progetto sportivo molto più umile e anche dal punto di vista economico non guadagnerò di più. In Italia non avrei mai accettato un’altra panchina, non volevo cambiare. È solo una decisione legata alla mia vita personale.

Parliamo ancora della stagione appena conclusa. Ha portato spesso giovani in prima squadra chi tra di loro può avere una carriera di alto livello?

4-5 ragazzi dell’under 19 sono stati con noi ed hanno giocato in campionato e in coppa. Hanno grossi mezzi. João (Guandeline), Leo (Micheletto), Lorenzo (Bueno Minetto), Ferrari e Aieta hanno le qualità per avere un’opportunità nel futsal, poi dipenderà da loro e da tanti fattori.

Fits è cercato da grandi club, è il giocatore più forte di questo Kaos Reggio Emilia?

Se parliamo di Fits parliamo di un giocatore che per le sue qualità e la sua età ha un grandissimo futuro. In questa rosa però ci sono altri ragazzi che hanno dimostrato di essere molto bravi. Sono però già vicini ai 30 anni, difficilmente miglioreranno ancora, mentre Fits a 26 anni ha ancora margini di miglioramento.

È un addio o un arrivederci?

Nel breve periodo è difficile che sia solo un arrivederci, ma ho 42 anni anni sicuramente nel futuro non si sa, non posso chiudere la porta ad una società che mi ha dato tanto. Tra 10 anni i miei figli saranno grandi e magari non avranno così tanto bisogno di me e allora un ritorno a Reggio Emilia potrà essere possibile. Ma sicuramente, anche il prossimo anno, dalla Spagna tiferò per il Kaos Reggio Emilia.

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