Andrea Panciroli: “Per il Kaos è stata un’annata pazzesca”

Ha vissuto tutta la prima storica stagione per un team reggiano nell’élite del futsal nazionale dalla panchina accanto al mister ed ai giocatori. Andrea Panciroli del Kaos Reggio Emilia calcio a 5, società nata nell’estate 2017 dalla fusione tra la F.lli Bari Reggio Emilia e il Kaos Futsal Ferrara, è il team manager, il trade union tra i giocatori, lo staff tecnico e la società, l’uomo a cui i campioni granata si rivolgono per qualsiasi esigenza ma anche un punto di riferimento per tutti quelli che indossano la divisa del Kaos, dentro e fuori dal campo di gioco.

Panciroli, quali momenti di questa prima stagione in serie A ha messo nell’album dei tuoi ricordi più belli?

“Sicuramente la vittoria in Coppa della Divisione, che abbiamo portato a Reggio Emilia e della quale abbiamo seguito tutti gli aspetti organizzativi, la prima vittoria di uno dei massimi trofei nazionali a livello di prima squadra in questo sport. Abbiamo disputato due partite, contro Pesaro in semifinale e contro la Luparense in finale, quasi perfette e la soddisfazione è stata tanta. Altra cosa che personalmente porterò con me è il calore del pubblico e dei tifosi della Reggiana che ci hanno supportato e che, partita dopo partita, sono aumentati di numero: per uno come me che tifa per la Reggiana da una vita, vedere gli stessi striscioni e le stesse “pezze” utilizzate al Giglio per tifare la Regia utilizzate al PalaBigi per incitare i nostri ragazzi, oltre ad essere un motivo d’orgoglio, è un motivo di felicità.”

C’è un momento della stagione passata nel quale la squadra ha capito di poter vincere qualcosa di importante?

“La vittoria di Dosson nel girone d’andata contro la Came. Con quella vittoria abbiamo raggiunto la consapevolezza di poter ambire a vincere qualche trofeo, e qualche mese dopo abbiamo alzato la Coppa della Divisione a Reggio Emilia davanti ai nostri tifosi.”

Il Kaos Reggio Emilia quest’anno era una vera e propria multinazionale del futsal, che lingua si parlava nello spogliatoio?

“La lingua che si parla nel nostro ambiente è l’italiano e ci tengo a sottolineare che non è per nulla scontato, in altri ambienti, ad esempio, si parla lo spagnolo o il portoghese. Nella nostra rosa c’erano ragazzi di diverse nazionalità, e di conseguenza lingue diverse:  sforzarsi per imparare e parlare l’italiano è dimostrazione di professionalità e sacrificio, e della voglia di ognuno di loro di calarsi nella realtà reggiana.” 

Il suo lavoro consiste nell’essere un tramite tra società, staff tecnico e giocatori. Quali sono le richieste che le arrivano di solito?

“Di solito mi trovo a gestire aspetti organizzativi relativi agli allenamenti o alla gestione degli impegni di rappresentanza che i nostri giocatori hanno. C’è poi il momento della scelta dei numeri di maglia ad inizio stagione. Ogni giocatore ha il suo numero preferito e chiede alla società di poterlo avere, non è semplice accontentarli tutti, ma è un aspetto divertente che contribuisce a creare il gruppo già dal ritiro precampionato.”

Il gran lavoro del settore giovanile ci farà vedere qualche ragazzo reggiano in prima squadra?
“Un reggiano in serie A con la maglia del Kaos Reggio Emilia l’abbiamo già: il portiere Luca Vezzani.  Sono fiducioso che altri ragazzl della nostra zona possano vestire con continuità questa maglia nella massima serie, ma anche in questo caso sarà necessaria pazienza e programmazione. Ogni volta che un ragazzo del settore giovanile viene convocato o inserito in prima squadra per noi è un successo.”
Mister Alonso è tornato in Spagna, alcuni dei giocatori hanno già salutato. Si prevedono diversi nuovi arrivi, che caratteristiche dovranno avere i giocatori che arriveranno per inserirsi in questo gruppo?

“La componente umana per noi è imprescindibile. I nuovi arrivi dovranno essere prima di tutto uomini. Quest’anno si è creato un vero gruppo, solido e coeso. Tutti i ragazzi remavano dalla stessa parte. Grande merito penso sia giusto attribuirlo, oltre che alla società, allo staff tecnico. Dal punto di vista del campo, a chi vestirà il granata verrà chiesta serietà, impegno e dedizione. Che sia allenamento o partita vogliamo vedere il massimo dell’impegno possibile.”

La città di Reggio Emilia come ha risposto a questo primo anno di Serie A?
“Il primo anno di un progetto nuovo è sempre il più complicato. Occorre tempo per farsi conoscere e far conoscere alla città questo sport. Dobbiamo esser bravi a continuare ad investire sulla comunicazione e sul marketing ma di questo si occupa un altro pezzo di staff che per noi è altrettanto importante. Abbiamo messo in campo diverse iniziative e ne prevediamo altre per la prossima stagione. Ci vuole tempo. La base c’è  e l’abbiamo vista nelle partite di cartello ( Luparense e Acquasapone su tutte ) e nella final four di Coppa della Divisione.” 
A proposito di Luparense, è notizia di questi giorni che la società veneta non si iscriverà al prossimo campionato cosa ne pensa?
“La mancata iscrizione della società più titolata d’Italia è una perdita per tutto il movimento del calcio a 5 nazionale. Mi dispiace molto, soprattutto perché arriva nello stesso anno in cui anche un’altra società storica come il Pescara ha deciso di abbandonare. Già in passato squadre come Asti e Marca Trevigiana hanno lasciato dopo aver vinto molto, per chi ama questo sport non è mai un bel momento quando una società decide di lasciare.”
La stagione si è conclusa con la formazione under19 che si è laureata vice campione d’Italia, ha seguito spesso anche i granatini. Li si formano i campioni di domani, che voto da all’annata dei giovani?
“La stagione del nostro settore giovanile è stata di altissimo livello. I più piccoli, gli allievi, hanno avuto una grande crescita arrivando fino alle semifinali regionali. La stagione degli juniores è stata quasi perfetta con la vittoria del campionato regionale, la semifinale in Coppa Emilia e l’ eliminazione in semifinale scudetto ci ha consacrati fra le prime 4 squadre più forti d’Italia. Infine l’under 19: dopo esser usciti in semifinale di Coppa Italia a 3 secondi dalla fine, ci siamo giocati lo scudetto. Il titolo di vice campioni d’Italia contro uno squadrone come il Maritime vale tantissimo. Più che dare un voto, che sarebbe altissimo, voglio dire che è stata un’annata pazzesca.”
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